top of page

Pelle Sefir dagli scarti del caffè

  • 4 ore fa
  • Tempo di lettura: 1 min


Pelle Sefir nasce dalla ricerca sul recupero e la rigenerazione di sottoprodotti della filiera agroalimentare industriale, in particolare dalla sottile pellicola (silverskin) che si stacca dal chicco di caffè durante la tostatura e che costituisce uno scarto inevitabile del processo. Questo materiale nasce dall’incontro tra Alisea, specializzata in materiali di recupero e riciclo dal 1994, e Biosiness, start-up italo-iraniana che ha sviluppato la tecnologia per trasformare la silverskin del caffè.




  

La filiera di produzione è interamente Made in Italy: con la raccolta della cosiddetta silverskin che avviene in Veneto e le fasi di formulazione e manifattura in Lombardia. La sua composizione è un mix bilanciato: 50% sottoprodotto di caffè e 50% di Bio-TPU, un poliuretano termoplastico a base biologica, derivato da fonti rinnovabili come oli vegetali o zuccheri, e non da combustibili fossili.  





Questo materiale, messo a punto per Alisea con una grana quasi indistinguibile dalla pelle animale, non solo riduce i rifiuti, ma offre anche un'alternativa salutare, sostenibile e innovativa alle finte pelli tradizionali, eliminando solventi, plastificanti e coloranti chimici dannosi. Le caratteristiche tecniche di Pelle Sefir includono un'elevata resistenza all'abrasione, alla trazione e all'invecchiamento. È un materiale che replica la texture e il tatto della pelle animale ed è ideale per progetti di alta gamma, come accessori moda o prodotti da stationery. Inoltre, si presta a diverse tecniche di personalizzazione come stampa a caldo, serigrafia e stampa digitale. Biosiness trasforma i sottoprodotti della torrefazione in un materiale di alta qualità, contribuendo a un'economia circolare responsabile. 



bottom of page